I socialisti democratici hanno celebrato a Roma il settantanovesimo anniversario del congresso di Palazzo Barberini del 1947.

L’11 gennaio 2026 i Socialdemocratici di SD hanno promosso a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, un convegno di studio dedicato alla scissione di Palazzo Barberini e alla figura di Giuseppe Saragat. L’iniziativa ha conosciuto una partecipazione ampia e qualificata, con una presenza significativa di studiosi, esponenti politici e rappresentanti della società civile, attestando un interesse che ha travalicato l’ambito strettamente organizzativo.

La relazione introduttiva del segretario nazionale Umberto Costi ha ricondotto il significato storico della scissione del 1947 al suo nucleo essenziale: una scelta di autonomia e di responsabilità politica, compiuta nel segno della democrazia costituzionale, del pluralismo e della collocazione europea del socialismo italiano. Tale impostazione ha orientato l’intero svolgimento dei lavori, sottraendo la riflessione a ogni tentazione meramente celebrativa.

Nel corso del convegno è emersa una valutazione ampiamente condivisa circa l’attualità della tradizione del socialismo democratico e la necessità di favorire un processo di ricomposizione delle sue diverse espressioni, oggi frammentate ma riconducibili a comuni matrici ideali, rintracciabili nel pensiero di Giacomo Matteotti e di Giuseppe Saragat. In questa prospettiva è stata richiamata l’ipotesi di forme di cooperazione politica di carattere federativo, rispettose delle autonomie organizzative e delle identità storiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alla dimensione europea. Tutti gli interventi, a partire da quello introduttivo, hanno sottolineato l’urgenza di una riforma dell’Unione Europea ispirata alla visione saragattiana: un’Europa fondata sulla sovranità democratica, sulla solidarietà tra i popoli, sulla centralità del lavoro e su un modello avanzato di welfare, quale strumento di riequilibrio sociale e di governo delle trasformazioni economiche.

Il convegno ha così delineato un percorso di riflessione orientato al futuro, confermando l’attualità del socialismo democratico come componente essenziale della cultura politica europea.

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